Il 30 gennaio 2025, al Senate Select Committee on Intelligence, l’audizione per la conferma di Tulsi Gabbard come Director of National Intelligence si è trasformata in un interrogatorio su Edward Snowden. Il senatore Michael Bennet (Democratico, Colorado) ha chiesto senza preamboli: «Is Edward Snowden a traitor to the United States of America?». Il senatore Todd Young (Repubblicano, Indiana) ha tenuto la stessa linea dall’altra parte dell’aula. Gabbard ha risposto che Snowden «ha violato la legge» ma «ha anche esposto programmi illegali e incostituzionali». Non ha mai usato la parola «traditore», frustrando senatori di entrambi i partiti.
Mentre l’audizione era in corso, Snowden ha scritto sui propri canali: «Tulsi Gabbard will be required to disown all prior support for whistleblowers as a condition of confirmation today. I encourage her to do so. Tell them I harmed national security and the sweet, soft feelings of staff». Un messaggio che sposta Snowden da oggetto dell’audizione a regista della scena: accettava di essere sacrificato pur di vedere confermata una DNI che in passato aveva difeso le sue posizioni.
Su cyberness.it avevamo raccontato Snowden dal novembre 2020: il documentario Citizenfour di Laura Poitras e il sistema XKeyscore che le sue rivelazioni del 2013 avevano portato alla luce. Quello che accade tra il 2020 e oggi riordiniamolo ora, perché cambia il significato stesso della sua figura.
Dal 2013 all’esilio permanente
Nel giugno 2013 Snowden, allora contractor NSA per Booz Allen Hamilton di stanza alle Hawaii, consegnava al Guardian e al Washington Post l’archivio di documenti che avrebbe rivelato PRISM, XKeyscore, Tempora, Boundless Informant: l’architettura globale di sorveglianza di massa di NSA e GCHQ. Fuggito prima a Hong Kong poi a Mosca, vi è rimasto bloccato nell’area transiti dell’aeroporto Sheremetyevo per settimane dopo che il Dipartimento di Stato gli aveva revocato il passaporto. La Russia gli ha concesso prima un asilo temporaneo, poi rinnovato, poi la residenza permanente.
Il 26 settembre 2022, con un decreto firmato da Vladimir Putin, Edward Snowden ha ottenuto la cittadinanza russa. La decisione è arrivata sette mesi dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, in una fase in cui la Russia stava richiamando riservisti: Snowden, al tempo quarantesimo anno di età, veniva considerato dai suoi legali non arruolabile perché mai aveva servito in un esercito e perché la legge russa esonerava i neo-cittadini. La cittadinanza ha risolto de facto l’ambiguità del suo status: non è più un esule in attesa, è un cittadino russo a tutti gli effetti.
Il caso Gabbard e cosa significa politicamente
Tulsi Gabbard, ex deputata democratica delle Hawaii poi passata all’area del Partito Repubblicano, era stata nominata da Donald Trump alla guida della Director of National Intelligence — l’ufficio che coordina le sedici agenzie di intelligence statunitensi. Negli anni precedenti, Gabbard aveva presentato in aula una risoluzione per archiviare tutte le accuse contro Snowden e aveva dichiarato pubblicamente che andava considerato un whistleblower, non un traditore.
L’audizione del 30 gennaio 2025 ha messo Gabbard nella condizione di dover rivedere quelle posizioni per ottenere i voti necessari. Il senatore Mark Warner (Democratico, Virginia, vice-chair della commissione) ha commentato che non trovava «credible» il suo «cambio di opinione» sulla FISA Section 702 — la norma che autorizza la raccolta di comunicazioni di stranieri al di fuori degli Stati Uniti, e che era stata proprio uno dei bersagli delle rivelazioni di Snowden.
Il messaggio pubblico di Snowden — «dite loro che ho danneggiato la sicurezza nazionale» — era un atto politico calcolato: togliere a Gabbard il peso di difenderlo, così che potesse essere confermata. La commissione ha rinviato il voto, il presidente Tom Cotton (Repubblicano, Arkansas) ha dichiarato di voler procedere al più presto. Gabbard è stata confermata dal Senato in una successiva votazione plenaria.
Cosa resta di quelle rivelazioni
Dodici anni dopo, l’impianto di sorveglianza che Snowden aveva documentato è cambiato in superficie ma non nella sostanza. La FISA Section 702 è stata riautorizzata dal Congresso, con modifiche marginali, nell’aprile 2024 fino al 2026. Il USA Freedom Act del 2015 aveva chiuso un programma specifico — la raccolta di massa dei metadati telefonici ex Section 215 del Patriot Act — ma l’architettura di intelligence SIGINT basata sui cavi in fibra e sulla cooperazione con i provider resta operativa. PRISM esiste ancora, XKeyscore esiste ancora.
Cambiata è la consapevolezza del pubblico. Prima del 2013, la cifratura end-to-end era confinata a nicchie tecniche: Signal come prodotto di massa non esisteva, WhatsApp non cifrava, iMessage cifrava ma con chiavi controllate da Apple. Dopo il 2013, la cifratura di default sui dispositivi mobili e sulle applicazioni di messaggistica è diventata lo standard industriale. Non per scelta dei governi, ma come risposta delle aziende tech all’aver scoperto di essere state parte del sistema di sorveglianza senza dirlo ai propri utenti.
Questo è probabilmente il lascito più concreto di Snowden: non la fine della sorveglianza di massa — che continua — ma l’obbligo per qualunque politica futura di farla fuori dal buio. La FISA Section 702 oggi è pubblicamente dibattuta, mentre nel 2012 era un programma di cui il Congresso stesso ignorava la portata. Il processo democratico di valutazione dei programmi di intelligence è più difficile, più rumoroso, più imperfetto: ma esiste, e non esisteva.
Snowden, da Mosca, cittadino russo, padre di due figli nati in Russia, continua a scrivere e ad intervenire pubblicamente su sicurezza e sorveglianza. L’audizione Gabbard è stata una delle sue prese di parola più politicamente calcolate: l’ammissione pubblica — non sincera, ma strategica — di aver danneggiato la sicurezza nazionale, offerta come merce di scambio per far confermare un’alleata. È difficile immaginare un gesto che dica meglio dove si trova oggi, e cosa è rimasto di quel giovane analista di ventinove anni che nel giugno 2013 si era seduto davanti alla telecamera di Laura Poitras in una stanza del Mira Hotel di Hong Kong.
Fonti
The Record (Recorded Future News), «Gabbard grilled over Snowden comments during Senate confirmation hearing», 30 gennaio 2025.
Al Jazeera, «Putin grants Russian citizenship to US whistleblower Snowden», 26 settembre 2022.
FISA Amendments Reauthorization Act, Public Law 118-49, 20 aprile 2024.
