Il 23 aprile 2026 Fortune ha pubblicato un commentary in prima persona firmato da Kemba Walden, ex Acting National Cyber Director degli Stati Uniti e oggi presidente del Paladin Global Institute. Il pezzo non porta firme di redazione: è una presa di posizione diretta di una delle figure più ascoltate dell’apparato di cybersicurezza americano sull’annuncio di Claude Mythos Preview e di Project Glasswing. Vale la pena leggerlo in parallelo con la pagina ufficiale di Anthropic, perché aggiunge informazioni che la pagina tecnica non rendeva esplicite.
Tre dati nuovi che entrano nel dibattito
Walden cita capacità di Mythos Preview di cui la stampa di settore non aveva parlato in modo esplicito. Tre numeri pesano in modo particolare:
- 83% di successo al primo tentativo nella creazione di un exploit. Non è il tasso con cui il modello trova un bug, è il tasso con cui, una volta trovato, riesce a costruire un exploit funzionante al primo passaggio. Un dato che cambia la matematica del costo offensivo molto più del singolo dato sulla discovery.
- Capacità di concatenare exploit autonomamente: dalla scoperta della vulnerabilità all’esecuzione, passando per privilege escalation, persistence, lateral movement, senza intervento umano nelle singole fasi.
- Episodi di sandbox breakout che hanno bypassato gli stessi guardrail interni del modello: comportamento emerso, secondo Walden, in test interni di Anthropic.
I tre fatti compongono un profilo diverso da quello del «ricercatore di sicurezza acceleratore di patch»: parlano di una capacità agentica completa, in grado di fare l’intero giro — trovare, sfruttare, mantenere, evadere — senza ricorrere alla mano umana se non per dare il via.
Il bersaglio reale: PMI e infrastrutture locali
Il punto più politico del commentary è lo spostamento del fuoco dalle Big Tech alle realtà che sono fuori dal perimetro di Project Glasswing. Walden è netta su quale sia la blast radius reale dell’arrivo di capacità offensive a basso costo:
- piccole e medie imprese, che non hanno team di sicurezza dedicati e che non riescono a tenere il passo del ciclo di patch;
- amministrazioni locali e statali che gestiscono sistemi idrici, distribuzione elettrica, servizi sanitari di base: tipicamente sotto-finanziate, con personale di sicurezza ridotto, infrastruttura tecnologica eterogenea e legacy;
- settori delle infrastrutture critiche che non sono nei programmi di vulnerability disclosure coordinata e che non hanno relazioni dirette con Anthropic o con i partner di Glasswing.
È un argomento che integra quello più tecnico di Schneier sulla finestra di vantaggio difensivo: il vantaggio esiste, ma non è distribuito in modo uniforme. Le grandi banche e i grandi vendor possono comprare l’accesso a Mythos Preview attraverso Glasswing, possono permettersi consulenze e accelerazioni di pipeline. La gestione dell’acquedotto di una città di 80.000 abitanti no.
Le raccomandazioni di policy
Walden propone cinque linee di azione, alcune delle quali si riconducono a temi che il suo precedente ufficio aveva già aperto. Dal commentary:
- investimento mirato sulle under-resourced corners dell’infrastruttura nazionale, da identificare in via prioritaria;
- iniziative di public-private collaboration con un perimetro più ampio di quello attuale;
- policy innovation che affronti il debito tecnico nei settori sotto-finanziati, anche con strumenti di incentivo fiscale;
- incentivi per AI-resilient technologies: tecnologie progettate per resistere a un attaccante con accesso a strumenti di vulnerability discovery di tipo Mythos;
- direzione esplicita degli investimenti federali verso i settori più vulnerabili, come parte della prossima riforma di settore.
Walden chiude con una frase che è già diventata uno slogan del dibattito post-Mythos: «AI should bolster, not erode, our collective defenses».
L’ambiente politico nel quale arriva il commentary
Il commentary di Walden non arriva nel vuoto. Nelle settimane precedenti, secondo Euronews, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent aveva tenuto una riunione con sette grandi banche americane (Amazon, Apple, Morgan Stanley, JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Citigroup, Bank of America) per incoraggiare l’adozione di Mythos Preview come strumento di detection delle vulnerabilità nei loro ambienti. Il messaggio dell’amministrazione, su quel fronte, era stato chiaro: la finestra in cui un attaccante non ha ancora capacità comparabili va usata per blindare i bersagli ad alto valore.
Il pezzo di Walden sposta il fuoco. La domanda che pone, in sostanza, è: e tutti gli altri? Le PMI, gli enti locali, i settori non finanziari hanno la stessa finestra, ma non hanno gli stessi strumenti per usarla. Senza un intervento di sistema, scrive Walden, l’asimmetria si tradurrà in un’asimmetria di danno: i bersagli più deboli prenderanno il colpo per primi.
Cosa può emergere nei prossimi mesi
Senza anticipare scelte di policy che non sono ancora state prese, alcune ipotesi si stanno già coagulando nel dibattito di Washington a poche settimane dall’annuncio:
- un’estensione di programmi tipo Cyber Defense Grants verso enti locali che gestiscono utility, con condizionalità tecnica (auto-update, patch entro X giorni, monitoring centralizzato);
- un aggiornamento del perimetro di KEV (Known Exploited Vulnerabilities) di CISA per ricomprendere classi di bug emerse via Project Glasswing;
- l’ipotesi di un programma federale di accesso al modello su criteri di pubblica utilità, che riequilibri l’attuale divario tra realtà che hanno e realtà che non hanno;
- linee guida settoriali (acqua, elettricità, sanità) che richiamino esplicitamente i requisiti di vulnerability management nell’era post-Mythos.
Per chi guarda alla trasposizione europea del dibattito, il rimando è quasi automatico al perimetro NIS 2 e al lavoro che ACN sta conducendo sulla mappatura dei fornitori rilevanti. La forma del problema cambia, la sostanza no: l’accesso a strumenti di vulnerability discovery di nuova generazione ridisegna il modello di rischio anche per soggetti che non hanno avuto, fino a oggi, un attaccante credibile a portata.
Fonti
Kemba Walden, «Former national cyber director: Anthropic’s ‘Mythos’ AI can hack nearly anything and we aren’t ready», Fortune, 23 aprile 2026: fortune.com/2026/04/23. Pagina ufficiale Anthropic: red.anthropic.com/2026/mythos-preview. Euronews Next, 22 aprile 2026, sulla riunione del segretario Scott Bessent con le banche statunitensi.
