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PRIVACY

SPID e CIE: cosa cambia per l’identità digitale italiana nel 2026

SPID e CIE 2026: cosa cambia per l'identità digitale italiana. Le novità del Wallet europeo, gli scenari per cittadini e imprese.

DATE2026.03.26 15:45
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SPID e CIE: cosa cambia per l’identità digitale italiana nel 2026

Il panorama dell’identità digitale italiana sta cambiando. Dopo anni di convivenza tra diversi sistemi, il Governo punta a convergere sulla CIE (Carta d’Identità Elettronica) e sull’IT Wallet come strumenti principali di identificazione digitale. Lo SPID non scompare dall’oggi al domani, ma il suo ruolo è destinato a ridimensionarsi progressivamente. Il passaggio interessa oltre 39 milioni di cittadini che oggi utilizzano lo SPID per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

Perché il sistema di identità digitale sta cambiando

Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è stato introdotto nel marzo 2016 e ha rappresentato un’importante accelerazione nella digitalizzazione dei servizi pubblici italiani. Tuttavia, il sistema presenta criticità strutturali che hanno motivato la decisione di rivedere l’architettura complessiva.

In primo luogo, lo SPID è gestito da identity provider privati (Poste Italiane, Aruba, InfoCert, Namirial, TIM e altri) convenzionati con AgID. Il costo del sistema grava sul bilancio pubblico attraverso convenzioni che compensano i provider per un servizio finora offerto gratuitamente ai cittadini. Questo modello si è rivelato difficilmente sostenibile nel lungo periodo: diversi provider hanno introdotto canoni annuali a partire dal 2025-2026, con costi nell’ordine di 5-6 euro all’anno per il mantenimento dell’identità SPID.

In secondo luogo, la coesistenza di SPID, CIE e CNS (Carta Nazionale dei Servizi) come sistemi paralleli di identità digitale genera confusione tra i cittadini e complessità per le pubbliche amministrazioni che devono supportare tutti e tre i sistemi.

Infine, la CIE è un documento di identità emesso direttamente dallo Stato attraverso il Ministero dell’Interno e i Comuni, con standard di sicurezza elevati (chip NFC, certificati digitali, dati biometrici). Rappresenta una soluzione più robusta e allineata al regolamento europeo eIDAS 2.0 (Regolamento UE 2024/1183) e al futuro European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet), che ogni Stato membro dovrà rendere disponibile ai cittadini entro dicembre 2026.

La situazione attuale: SPID non sparisce subito

A differenza di quanto riportato da alcune fonti, lo SPID non verrà dismesso in modo netto e improvviso. Nel ottobre 2025, AgID, Assocertificatori e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale hanno rinnovato le convenzioni con gli identity provider per ulteriori 24 mesi (fino al 2027), con possibilità di estensione fino a 36 mesi aggiuntivi, potenzialmente fino al 2030.

La transizione si articola quindi in un percorso graduale:

  • 2025-2026: fase di coesistenza piena. Lo SPID resta operativo, ma alcuni provider introducono canoni annuali (Poste Italiane ha introdotto un canone di 6 euro annui dal 1 gennaio 2026 per PosteID). Tutte le PA devono garantire l’accesso anche tramite CIE. Avvio dell’IT Wallet integrato nell’app IO.
  • 3 agosto 2026: la carta d’identità cartacea non sarà più valida per l’espatrio. Resta utilizzabile in Italia fino alla naturale scadenza, ma non potrà più essere usata come documento di viaggio.
  • 2027 e oltre: lo SPID continuerà a funzionare in base alle convenzioni rinnovate, ma il suo utilizzo è destinato a calare progressivamente a favore di CIE e IT Wallet. La tempistica esatta della dismissione definitiva non è ancora stata fissata.

È consigliabile monitorare le comunicazioni ufficiali del Dipartimento per la Trasformazione Digitale e di AgID per aggiornamenti sulla timeline.

Come funziona l’autenticazione con CIE

L’autenticazione con CIE avviene tramite l’app CieID, disponibile per smartphone Android e iOS. Il processo è il seguente:

  1. Il cittadino accede al sito del servizio e seleziona “Entra con CIE”.
  2. L’app CieID si attiva sullo smartphone e chiede di inserire il PIN della CIE.
  3. Il cittadino avvicina la CIE allo smartphone per la lettura NFC del chip.
  4. L’autenticazione viene completata e il cittadino accede al servizio.

Esiste anche la modalità desktop, che prevede l’uso di un lettore NFC collegato al computer e del software CIE installato sul PC. Tuttavia, la modalità smartphone è quella più diffusa e pratica.

L’app CieID supporta tre livelli di autenticazione previsti dal regolamento eIDAS: basso, significativo e alto. Il livello alto, richiesto per i servizi più sensibili (fascicolo sanitario, dichiarazioni fiscali, atti notarili digitali), prevede la lettura del chip NFC della carta. I livelli inferiori possono essere completati con il solo PIN dopo la prima registrazione.

Cosa devono fare i cittadini

Indipendentemente dalla tempistica esatta della transizione, dotarsi di una CIE attiva è una scelta prudente. Ecco i passi da seguire.

Verificare di avere una CIE valida

La CIE è la carta d’identità in formato tessera elettronica con chip NFC. L’emissione è iniziata nel luglio 2016 nei primi comuni pilota e si è progressivamente estesa a tutto il territorio nazionale tra il 2017 e il 2018. Se si possiede ancora una carta d’identità cartacea o una CIE scaduta, è necessario recarsi presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune per richiedere il rilascio o il rinnovo. I tempi di rilascio variano da Comune a Comune: in alcuni casi è possibile ottenerla in pochi giorni, in altri i tempi di attesa possono superare le due settimane. È consigliabile non aspettare gli ultimi mesi.

Attivare le credenziali CieID

Avere la CIE non basta: è necessario attivare le credenziali digitali. Il processo richiede di:

  1. Scaricare l’app CieID dallo store del proprio smartphone.
  2. Registrare la CIE nell’app inserendo il PIN ricevuto al momento del rilascio della carta (metà PIN consegnato al Comune, metà PIN ricevuto per posta).
  3. Avvicinare la CIE allo smartphone per la lettura NFC e completare la registrazione.

Se si è smarrito il PIN della CIE, è possibile richiederne la ristampa presso il proprio Comune o, in alcuni casi, tramite il portale del Ministero dell’Interno.

Verificare la compatibilità dello smartphone

Lo smartphone deve essere dotato di chip NFC per leggere la CIE. La stragrande maggioranza degli smartphone prodotti dal 2018 in poi dispone di NFC. Per gli iPhone, il supporto è disponibile dal modello 7 in poi. Per verificare, è sufficiente controllare nelle impostazioni del dispositivo se la voce NFC è presente.

Le implicazioni per la privacy

Il rafforzamento del ruolo della CIE solleva questioni rilevanti in materia di protezione dei dati personali che meritano un’analisi attenta.

Centralizzazione dei dati

Con lo SPID, le identità digitali sono distribuite tra diversi identity provider privati. Con la CIE, il sistema è centralizzato sotto il controllo del Ministero dell’Interno. Questo presenta vantaggi in termini di uniformità e controllo, ma concentra in un unico punto una quantità enorme di dati di autenticazione dei cittadini. Un eventuale incidente di sicurezza avrebbe un impatto sistemico.

Dati biometrici

La CIE contiene dati biometrici (fotografia e impronte digitali) memorizzati nel chip. Questi dati sono protetti da meccanismi crittografici e non vengono trasmessi durante l’autenticazione online: il processo di autenticazione utilizza i certificati digitali presenti nel chip, non i dati biometrici. Tuttavia, la presenza di dati biometrici su un documento utilizzato quotidianamente per l’accesso ai servizi digitali richiede garanzie tecniche e normative adeguate.

Tracciabilità degli accessi

Ogni autenticazione con CIE genera log che documentano quale cittadino ha acceduto a quale servizio e quando. Con il sistema SPID, questi log erano distribuiti tra i diversi provider. Con la CIE, la gestione centralizzata potrebbe teoricamente consentire una profilazione più completa degli accessi dei cittadini ai servizi pubblici. Il Garante per la protezione dei dati personali ha richiesto garanzie specifiche su questo aspetto, inclusa la minimizzazione dei dati di log e limiti rigorosi alla loro conservazione e utilizzo.

IT Wallet e identità digitale europea

La transizione verso la CIE si inserisce in un contesto più ampio: la creazione del portafoglio di identità digitale europeo (EUDI Wallet), previsto dal regolamento eIDAS 2.0 (Regolamento UE 2024/1183, entrato in vigore il 20 maggio 2024). L’Italia sta sviluppando la propria versione nazionale, l’IT Wallet, integrato nell’app IO e basato sulla CIE come credenziale di identità fondamentale.

L’IT Wallet consentirà ai cittadini di conservare sullo smartphone non solo l’identità digitale, ma anche altri documenti: patente di guida, tessera sanitaria, titoli di studio, certificati. Entro dicembre 2026 ogni Stato membro dovrà rendere disponibile almeno un EUDI Wallet ai propri cittadini, mentre entro dicembre 2027 banche, operatori telefonici e strutture sanitarie dovranno accettarlo. La CIE diventa quindi il fondamento su cui costruire l’intero ecosistema dell’identità digitale italiana ed europea.

Come ottenere la CIE: procedura e costi

La CIE si richiede presso l’ufficio anagrafe del Comune di residenza o di dimora. La procedura prevede:

  1. Prenotazione: nella maggior parte dei Comuni è necessario prenotare un appuntamento online tramite il portale del Comune o il sito prenotazionicie.interno.gov.it.
  2. Documentazione: presentarsi con una fototessera recente, il codice fiscale e, se si possiede, la vecchia carta d’identità.
  3. Rilevamento biometrico: presso lo sportello vengono acquisite la fotografia e le impronte digitali.
  4. Rilascio del PIN: al momento della richiesta viene consegnata la prima parte del PIN. La seconda parte arriva per posta insieme alla CIE, che viene spedita dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
  5. Tempi di consegna: la CIE viene recapitata a domicilio entro 6 giorni lavorativi dalla richiesta.

Il costo della CIE è di 16,79 euro, a cui si aggiungono eventuali diritti di segreteria comunali (il costo totale medio si aggira intorno ai 22 euro). La validità varia in base all’età del titolare: 10 anni per i maggiorenni, 5 anni per i minori tra 3 e 18 anni, 3 anni per i minori sotto i 3 anni.

Conclusione

Il sistema di identità digitale italiano sta evolvendo verso un modello incentrato sulla CIE e sull’IT Wallet. Lo SPID non viene spento da un giorno all’altro: le convenzioni rinnovate ne garantiscono il funzionamento almeno fino al 2027, ma il suo ruolo si ridimensiona progressivamente. Per i cittadini, il consiglio è pratico: verificare di avere una CIE valida, scaricare l’app CieID e attivare le credenziali digitali. Chi si muove in anticipo eviterà le code e i disservizi che inevitabilmente si verificheranno man mano che la transizione accelera. La CIE non è solo il successore naturale dello SPID: è il fondamento dell’identità digitale italiana per i prossimi anni.

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