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CYBER SECURITY

Project Glasswing: Anthropic svela Claude Mythos Preview e fa partire la caccia globale ai bug nei software critici

Il 7 aprile 2026 Anthropic ha reso pubblico Claude Mythos Preview, un modello definito dalla stessa azienda «strikingly capable at computer security tasks», e insieme il programma Project Glasswing: accesso limitato a un gruppo ristretto di partner industriali e manutentori open source, con l'obiettivo di scoprire vulnerabilità in software critici e coordinarne la divulgazione responsabile.

DATE2026.04.08 10:00
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Project Glasswing: Anthropic svela Claude Mythos Preview e fa partire la caccia globale ai bug nei software critici

Il 7 aprile 2026 Anthropic ha pubblicato Claude Mythos Preview, un modello general-purpose di nuova generazione che — per ammissione della stessa azienda — «performs strongly across the board, but is strikingly capable at computer security tasks». Insieme al modello, Anthropic ha lanciato Project Glasswing, un programma di cybersicurezza in cui un gruppo ristretto di partner industriali e di manutentori di progetti open source ha accesso a Mythos Preview per identificare e coordinare la correzione di vulnerabilità nei software critici.

La vicenda è diventata nel giro di due settimane uno dei dossier più discussi del settore, con reazioni che vanno dalla Casa Bianca al Bruce Schneier Blog, dai ricercatori della Cloud Security Alliance alle CISO delle banche coinvolte dal Dipartimento del Tesoro in una riunione dedicata. Questo articolo ricostruisce i punti fermi della vicenda basandosi sulla pagina ufficiale di Anthropic e sulle coperture di testate di settore.

Cosa è Mythos Preview

Secondo la documentazione tecnica pubblicata su red.anthropic.com, le capacità di Mythos Preview in ambito sicurezza sono emerse come «downstream consequence» di miglioramenti generali su codice, ragionamento e autonomia, non come effetto di un addestramento dedicato. Il modello ha identificato vulnerabilità zero-day «in ogni sistema operativo e in ogni browser web principale» e ha costruito autonomamente exploit completi, inclusi heap spray complessi contro motori JavaScript dei browser, catene di ROP di una ventina di gadget per RCE su NFS FreeBSD, bypass di KASLR, escape di sandbox renderer e OS.

Mythos Preview ha anche ricostruito codice sorgente a partire da binari chiusi, individuato vulnerabilità logiche oltre alle classiche memory corruption, e trovato debolezze crittografiche in implementazioni di TLS, AES-GCM e SSH.

La decisione di non rilasciare il modello

Anthropic ha scelto di non rendere Mythos Preview «generally available». La motivazione dichiarata nella pagina ufficiale è esplicita: «Over 99% of the vulnerabilities we’ve found have not yet been patched, so it would be irresponsible for us to disclose details about them». L’asimmetria è quella del modello del dual-use: la stessa capacità che permette a un difensore di trovare e correggere un bug, permette a un attaccante di sfruttarlo. Finché l’ecosistema non è patchato, distribuire lo strumento al pubblico equivale ad armare l’attaccante.

Il perimetro di Project Glasswing

Secondo la copertura iniziale di TechCrunch, Project Glasswing ha coinvolto fin da subito un gruppo di partner industriali e open source: tra quelli comunicati pubblicamente compaiono Amazon, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorgan Chase, la Linux Foundation, Microsoft, NVIDIA, Palo Alto Networks. A questo nucleo si aggiungono circa quaranta ulteriori organizzazioni che costruiscono o manutenzionano infrastrutture software critiche, per un totale che supera la cinquantina di soggetti con accesso diretto al modello sotto condizioni contrattuali stringenti.

Il motore economico dichiarato è consistente. Anthropic ha comunicato un impegno di fino a 100 milioni di dollari in crediti di utilizzo di Mythos Preview destinati a questi partner, più 4 milioni di dollari in donazioni dirette a progetti di sicurezza open source. L’obiettivo esplicitato è accelerare la scoperta e la correzione di vulnerabilità in librerie, kernel, VM, protocolli e motori JIT prima che la stessa classe di capacità diventi pubblicamente disponibile.

La divulgazione coordinata: 90 + 45 giorni

Il programma si regge su una coordinated vulnerability disclosure con tempi definiti. Anthropic e i partner di Glasswing concordano con i vendor un periodo di 90 giorni per rilasciare la patch, estendibile di ulteriori 45 giorni su richiesta motivata, prima che i dettagli del bug vengano resi pubblici.

Un dettaglio tecnico interessante: la pagina ufficiale di Anthropic pubblica hash SHA-3 di 14 report di vulnerabilità ancora non patchate. Sono impegni crittografici che consentono ex post di verificare che Anthropic conosceva la vulnerabilità alla data di pubblicazione della pagina, senza rivelarne i contenuti prima della patch. È un meccanismo inusuale nel settore, preso in prestito dalla prassi della ricerca scientifica.

Due vulnerabilità già rese pubbliche

Nel lancio di Glasswing, Anthropic ha reso pubbliche due vulnerabilità simboliche già corrette:

  • CVE-2026-4747 in FreeBSD NFS server: remote code execution non autenticata con root, presente da 17 anni;
  • OpenBSD SACK bug: denial of service nel path TCP per overflow di intero con segno, presente da 27 anni;
  • un difetto di 16 anni in FFmpeg H.264, out-of-bounds write nella tabella degli slice.

Gli esempi non sono casuali. Scelti da Anthropic come dimostrazione, mostrano che il modello non ha trovato solo bug freschi in codice recente, ma ha scovato difetti annidati per decenni in progetti tra i più scrutinati della storia dell’informatica. Se un pezzo di codice TCP che attraversa tre decadi di review umana viene preso in flagranza da un modello IA in una manciata di ore di calcolo, l’ipotesi operativa che il resto del parco software sia verificato in maniera soddisfacente non regge.

Cyber Verification Program

Insieme a Glasswing, Anthropic ha annunciato un Cyber Verification Program: un percorso che consente a ricercatori di sicurezza qualificati di ottenere esenzioni dalle misure di safeguard che verranno introdotte nei prossimi rilasci Claude (già annunciate per un imminente modello Opus). L’obiettivo dichiarato è evitare che le mitigazioni progettate per frenare l’uso offensivo delle capacità di Mythos finiscano col frenare anche le ricerche difensive legittime.

Cosa cambia per i team di sicurezza

Anthropic chiude la pagina tecnica con una serie di raccomandazioni per i difensori. Prima di tutto, usare subito i modelli frontier già disponibili (Opus 4.6 è citato esplicitamente) per vulnerability discovery interna. Poi, accorciare i cicli di patch: l’automatismo degli aggiornamenti e la riduzione della finestra tra pubblicazione della CVE e deployment del fix diventano strumenti difensivi di primo piano. Terzo, rivedere le politiche di vulnerability disclosure interne. Quarto, automatizzare le pipeline di incident response. Quinto, dedicare attenzione specifica ai sistemi legacy, su cui la pressione offensiva si concentrerà prima.

Il messaggio, letto in controluce, è che la finestra di vantaggio per i difensori esiste oggi, ma non durerà. Mythos Preview è tenuto chiuso, ma l’intera curva di capacità dei modelli frontier si sta muovendo nella stessa direzione. Per molte classi di vulnerabilità, la forbice tra tempo medio di scoperta e tempo medio di patch si restringerà strutturalmente.

Fonti

Anthropic, «Claude Mythos Preview», pubblicato il 7 aprile 2026 su red.anthropic.com/2026/mythos-preview. TechCrunch, «Anthropic debuts preview of powerful new AI model Mythos in new cybersecurity initiative», 7 aprile 2026. Infosecurity Magazine, «Anthropic launches Project Glasswing to fix software bugs with AI». The Hacker News, «Project Glasswing Proved AI Can Find the Bugs. Who’s Going to Fix Them?». CVE-2026-4747 (FreeBSD NFS server).

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