Negli ultimi anni abbiamo iniziato a utilizzare i sistemi di intelligenza artificiale come veri assistenti digitali: scriviamo email, analizziamo dati, generiamo codice, prepariamo presentazioni e persino pianifichiamo viaggi. Con l’uso continuativo nasce però una domanda naturale: quanto sa davvero ChatGPT su di noi?
Molti utenti non lo sanno, ma ChatGPT può conservare alcune informazioni utili tra una conversazione e l’altra, chiamate memorie. Non si tratta di tutto ciò che scriviamo, ma solo di alcune informazioni selezionate che servono per rendere l’assistente più utile nel tempo.
Per esempio può ricordare:
- il tuo ruolo professionale
- i progetti su cui stai lavorando
- le tue preferenze di scrittura
- strumenti o tecnologie che utilizzi spesso
Questo permette al modello di personalizzare le risposte senza dover ricominciare ogni volta da zero.
Ma esiste un modo per vedere esattamente cosa ChatGPT ha memorizzato su di te?
La risposta è sì.
Il prompt per vedere cosa ChatGPT sa su di te
Puoi chiedere direttamente all’intelligenza artificiale di esportare tutte le informazioni memorizzate usando un prompt come questo:
Export all of my stored memories and any context you've learned about me from past conversations. Preserve my words verbatim where possible, especially for instructions and preferences.
Categories (output in this order):
1. Instructions
2. Identity
3. Career
4. Projects
5. Preferences
Format:
Use section headers for each category.
Within each category list one entry per line sorted by oldest date first.
Format each line as:
[YYYY-MM-DD] - Entry content here.
Wrap the entire export in a single code block.
Con questo comando ChatGPT genera un riepilogo strutturato di tutte le informazioni che utilizza per personalizzare le risposte.

Che tipo di dati emergono
Il risultato può includere informazioni come:
- il tuo lavoro o ruolo aziendale
- i progetti di cui hai parlato spesso
- le tecnologie che utilizzi
- preferenze di stile (risposte brevi, tono tecnico, ecc.)
- interessi personali citati più volte
È importante capire che non è una registrazione completa delle conversazioni, ma una sintesi delle informazioni ritenute utili per migliorare l’esperienza.
Perché è utile fare questo controllo
Fare questo tipo di verifica ha diversi vantaggi:
1. Trasparenza
Capisci esattamente quali informazioni vengono usate per personalizzare le risposte.
2. Controllo
Puoi decidere se alcune informazioni non devono essere più memorizzate.
3. Consapevolezza digitale
È un buon esercizio per comprendere come funzionano i sistemi di AI conversazionale.
Come gestire o cancellare le memorie
Se qualcosa non ti convince, puoi sempre intervenire.
Nelle impostazioni di ChatGPT esiste infatti una sezione dedicata alla gestione delle memorie, dove è possibile:
- vedere cosa è stato memorizzato
- cancellare singole informazioni
- disattivare completamente la memoria
In questo modo l’utente mantiene il controllo su ciò che viene conservato.
Un piccolo esperimento di cyber-consapevolezza
Nel mondo della cybersicurezza siamo abituati a chiederci:
“Chi ha accesso ai miei dati?”
Con l’intelligenza artificiale la domanda diventa leggermente diversa:
“Cosa ha imparato su di me il sistema con cui sto parlando?”
Provare questo prompt è un ottimo modo per capire meglio il funzionamento della memoria nelle AI moderne e per sviluppare una maggiore consapevolezza digitale.
Perché quando utilizziamo strumenti sempre più intelligenti, sapere cosa sanno su di noi è il primo passo per usarli in modo davvero consapevole.
